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Malva Canapa e Melograno

Malva Rosa

Olio Di Canapa

Melograno

Raffreddore, il mal di gola, l’influenza – Antichi rimedi naturali della Medicina Tradizionale Mediterranea

A cura del dott. Jonas Elia e  Belotherkovsky Dany.

I raffreddori comuni sono malattie conosciute come affezioni da raffreddamento della stagione invernale; il raffreddore comune rappresenta il processo reattivo infiammatoro acuto della mucosa nasale, provocato da virus.

Il mal di gola:

può essere dovuto ad una infezione virale o batterica, a seconda della causa; il mal di gola può accompagnarsi a febbre, gonfiore alle linfoghiandole del collo, scolo nasale, tosse, prurito agli occhi o raucedine, eruzioni cutanee. Una causa molto comune, è una infezione delle tonsille dovuta a batteri (streptococchi) o a virus.

L’influenza:

è una malattia infettiva acuta che interessa prevalentemente l’apparato respiratorio, provocata da virus appartenenti alla famiglia degli Orthomixovirus.

I sintomi principali sono rappresentati da febbre elevata, tosse, mal di gola, mal di testa, dolori artro-muscolari diffusi e sensazione di spossatezza. 

Malva Canapa e Melograno

Succo di Melograno Concentrato (Punica granatum)

particolarmente ricco di potenti antiossidanti polifenolici:

i punicalagini, la punicalina e l’acido ellagico.

Le proprietà antibatteriche attribuite dalla tradizione al melograno sono state attualmente confermate da numerosi studi, altre ricerche hanno dimostrato che l’attività di questa pianta è trasferibile anche ad alcune forme di virus, funghi e parassiti.

E’ indicato come fonte degli antiossidanti, è saggio associarlo all’olio di canapa, ottimo anche come antidepressivo e dà gioia alla vita!

Dosi:
1 cucchiaino da tè al dì (va bene anche il pomeriggio con il tè)

Nel periodo del melograno fresco, conviene usare il frutto, 1 bicchiere di spremuta fresca.

Idrolato di Malva Rosa (Pelargonium graveolens)

Antiansia, antinfiammatorio, antidolorifico, antibiotico locale, antisclerosi (evita l’indurirsi dei tessuti traumatizzati).

Dosi:
Per bocca: un cucchiaino al mattino per vivere a lungo e bene, in caso di attacco d’ansia anche più volte al dì a piacere.
Per aerosol: 20 gocce assolute per sinusiti acute e croniche, (meglio se associato a canapa per bocca) per tossi nervose e miste di qualsiasi tipo.
Per via locale: 2-3 gocce 3-4 volte al dì nelle congiuntiviti di qualsiasi tipo idem per toccatura e spruzzo su afte e herpes o gola infiammata.

Per quanto riguarda l’azione antizanzare della malva rosa (essendo una varietà di citronella) è utile sia come pianta perimetrale, vicino al davanzale, in caso di puntura applicare l’idrolato sulla parte interessata.

Olio di Canapa (Cannabis Sativa)

L’olio di canapa è particolarmente ricco di acidi grassi essenziali polinsaturi della famiglia omega.

Gli acidi grassi essenziali agiscono attraverso vari meccanismi d’azione, necessarie per la corretta risposta difensiva della cellula, sia permettendo all’organismo di formare le molecole eicosanoidi che sono coinvolte nelle infiammazioni, nella febbre, nel dolore, nella regolazione della pressione sanguigna, e in molti altri processi importanti per la salute dell’uomo, Conferiscono alle membrane cellulari caratteristiche di elasticità, permeabilità, fluidità e flessibilità tali da poter funzionare in maniera corretta.

Dosi:
L’individuo sano deve assumere 1 cucchiaino da the’ di olio di canapa al giorno, tutto l’anno con eccezione dei mesi piu caldi;

Nell’individuo malato la dose minima: 1 cucchiaio da tavola al giorno tutto l’anno e si puo salire fino a 3 cucchiai al giorno come terapia di attacco, seguendo sempre le istruzioni del medico curante per avere la risposta ottimale.

Per Evitare le Malattie da Raffreddamento

Evitare gli sbalzi termici, non deve arrivare aria fredda alle vie respiratorie a viso caldo e dopo aver soggiornato a lungo in ambienti caldi. E’ bene prima di uscire dalla palestra, dalle case dei nonni o dalle proprie, somministrare un sorso d’acqua da bere e bagnare appena il viso.

Per pulire le orecchie: arrotolate un angolo di asciugamano o fazzoletto inumidito, fatelo ruotare all’imbocco del dotto uditivo, per non provocare danni.

Le polveri a base di talco sono ottime contro gli arrossamenti della pelle dovuti a sfregamento però non vanno usate sui lattanti, perché la nuvoletta che si forma spruzzando dal contenitore può essere inalata dal piccolo tenuto supino e provocare gravi problemi respiratori; anche le pomate a base di mentolo sono vietate nei piccoli poichè possono provocare crisi di bronco spasmo, talora mortale.

Evitare imbottiture di piume nei cuscini o divani, e piumoni, se il bambino soffre di naso chiuso, oltre ad un cuscino imbottito di gomma sintetica (da lavare ogni tanto con sola acqua ed asciugare bene al sole) è consigliabile mettere un’incerata felpata (come quella usata per non bagnare il lettino di pipì) tra il materasso e il lenzuolo sotto il cuscino per non respirare gli acari durante la notte.

Fare massima attenzione alle macchie di muffa, e, se presenti, pulire regolarmente con varechina, se non è possibile rimuovere le cause, cercare di tenere l’ambiente il piu asciuto possibile (no deumidificatori). In comercio esiste un prodotto naturale a base di calcio e boro che disinfetta la parete dalle muffe.

“Quando penso ad una malattia, non è per trovarvi rimedio,

 ma, invece, per prevenirla” Louis Pasteur.

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Olio di canapa: Prevenzione e terapia delle malattie cardiovascolari. Le ultime notizie.

Jonas Elia*, Dany Belotherkovsky**

*dott. Jonas Elia, medico chirurgo specialista in pediatria e neuropsichiatria infantile.
** Belotherkovsky Dany, diplomato in Riflessologia ed in Medicina Omeopatica, attualmente studente nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi La Sapienza” in Roma.

Le cause per cui si esplicita una malattia cardiovascolare sono molteplici e non tutte ancora ben chiare.

I principali fattori di rischio attualmente conosciuti consistono: alti livelli ematici di colesterolo non HDL (VLDL,IDL,LDL), basse livelli di HDL (colesterolo buono), aumento dei valori dei trigliceridi,  ipertensione e sovrappeso.

Il possibile precoce sviluppo dell’ aterosclerosi può provocare eventi cardiaci, trombosi ed ictus cerebrali, mentre l’ipertensione ed il sovrappeso aumentano l’incidenza del diabete di tipo 2, che complica il quadro principale comportando l’incremento d’incidenza delle malattie cardiovascolari.

Si sospetta che possano esserci anche altre cause, in particolare di natura infettiva e la sclerosi (indurimento) della parete arteriosa che compare con l’avanzare  dell’età.

Questi termini ormai sono diventati di uso quotidiano, visto che nell’arco della vita di quasi il 60 percento della popolazione,  si manifestano  sintomi di malattie cardiovascolari.

L’aterosclerosi è considerata una malattia infiammatoria cronica che ha origine dall’infiammazione delle parete interna (intima) dei vasi sanguigni; tale processo  può creare le placche contenenti colesterolo, e insieme all’aggregazione piastrinica  può quindi provocare l’ostruzione dei vasi – in particolar modo delle arterie coronarie che portano il sangue (e quindi l’ossigeno) al muscolo cardiaco (l’occlusione delle arterie coronarie è la prima causa di infarto cardiaco).

La terapia farmacologia attualmente offerta dalla medicina moderna consiste nell’uso di farmaci che abbassano i livelli ematici del colesterolo (statine), altri che diminuiscono la pressione sanguigna (Calcio-antagonisti e nitrati) e altri che sono farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), come l’aspirina, che diminuiscono l’aggregazione piastrinica; di solito per protocollo si prescrivono tutti gli agenti farmacologici in dosi diverse (a secondo del quadro clinico) per combattere i principali fattori di rischio.

Il problema della terapia con questi farmaci sintetici è dato dagli effetti collaterali, abbastanza significativi e talora gravi: problemi della funzionalità epatica, miopatie (la cerivastatina è stata ritirata dal commercio nel 2001 proprio per questo), rallentamento del battito cardiaco e senso di affaticamento, problemi a  livello gastrico, e molti altri ancora (leggere il foglio illustrativo per ogni farmaco).

Quindi, le soluzioni adottate dalla medicina moderna consistono nell’utilizzo di composti sintetici che inibiscono le attività enzimatiche o bloccano i recettori specifici, situazione in cui l’organismo cerca di superare gli ostacoli sintetici attraverso l’attivazione di vie metaboliche alternative,  fatto che spiega l’aumento costante delle dosi dei farmaci nel tempo.

Da studi più recenti su esseri umani e su modelli animali, è risultato che la somministrazione dellolio di semi di canapa:

  • Abbassa i livelli ematici di colesterolo non HDL.
  • Abbassa i livelli ematici dei trigliceridi.
  • Diminuisce il grado di aggregazione piastrinica.
  • E cardioprotettiva dopo un danno al miocardio.

L’olio di canapa contiene componenti attivi come gli acidi grassi essenziali omega-3 e 6 che sono costituenti importanti ed essenziali delle membrane delle cellule che rivestono le pareti dei vasi sanguigni ed hanno il ruolo di mantenere la corretta funzionalità cellulare.

Il rapporto e la forma chimica di tali acidi grassi essenziali, permette all’organismo di metabolizzarli in composti piu attivi, per usarli come mediatori o ligandi specifici solo quando richiesto dall’omeostasi (equilibrio) senza però ostacolare o bloccare le vie metaboliche; oltre al fatto che l’olio di canapa contiene la vitamina E, i fitosteroli, il canabidiolo (CBD: canabinoide non psicoattivo), mircelene, clorofilla e molti altri composti naturali che funzionano in sinergia, aumentando gli effetti benefici.

Con l’uso quotidiano di olio di canapa possiamo prevenire in buon parte la progressione di aterosclerosi agendo direttamente sui fattori di rischio, mantenendo piu elastiche le pareti dei vasi senza avere gli effetti collaterali, se invece è già in atto la terapia con farmaci l’olio di canapa puo dare ulteriore miglioramento del quadro clinico, sempre consultando il medico curante.

Gli studi menzionati sopra sono a favore di tale concezione e siamo certi che in futuro studi simili e piu ampi confermeranno gli effetti benefici dell’olio di canapa sia nelle malattie cardiovascolari sia in altre patologie .

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L’olio di semi di canapa come supplemento dietetico nella pratica medica.

Jonas Elia*, Belotherkovsky Dany**

  • dott. Jonas Elia, medico chirurgo specialista in pediatria e neuropsichiatria infantile.
  • Belotherkovsky Dany, diplomato in Riflessologia ed in Medicina Omeopatica, attualmente studente nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi “La Sapienza” in Roma.

L’olio di semi di canapa è un alimento che si ricava per spremitura a freddo dei frutti della pianta di canapa, Cannabis Sativa (sativa – coltivata).

La storia dell’uso di olio di canapa parte dalla Cina del periodo neolitico intorno al 3000 a.c. i semi erano usati per combattere le infiammazioni delle pelle ed erano considerati tonici, ricostituenti, lassativi diuretici ed eccellenti per liberare dai vermi i neonati e gli animali.

Il primo utilizzo terapeutico della canapa documentato nella letteratura araba risale ai secoli VIII-IX, le parti della pianta più usate in terapia erano i semi e in minor misura le foglie.

L’olio di canapa è particolarmente ricco di acidi grassi essenziali polinsaturi della famiglia omega. Tecnicamente gli Omega (Ω) sono acidi grassi polinsaturi che, dal punto di vista chimico, hanno la caratteristica di possedere un primo doppio legame in posizione 3 (Ω3) o in posizione 6 (Ω6) a partire dall’ultimo atomo di carbonio della catena che li forma.

 Oggi sappiamo che gli acidi grassi essenziali agiscono attraverso vari meccanismi d’azione, svolgendo ruoli essenziali nel traffico metabolico come metaboliti e messaggeri sia agendo direttamente sui recettori nucleari13 per attivare o reprimere diverse vie metaboliche necessarie per la corretta risposta difensiva della cellula, sia permettendo all’organismo di formare le molecole eicosanoidi che sono coinvolte nelle funzioni riproduttive, nelle infiammazioni, nella febbre e nel dolore associato a traumi o malattie, nella formazione dei coaguli di sangue, nella regolazione della pressione sanguigna, nella secrezione dell’acido gastrico e in molti altri processi importanti per la salute dell’uomo.

La maggior parte degli oli vegetali non contiene il rapporto ottimale di Ω6 e di Ω3 e tende a promuovere l’accumulo di prodotti intermedi che ostacolano il metabolismo degli acidi grassi. L’olio di semi di canapa, al contrario, è correttamente equilibrato e non promuove accumulo di prodotti metabolici.

il rapporto tra Ω6 e Ω3 nell’olio di canapa è di 3 a 1 rispettivamente, e proprio questo è il rapporto consigliato e confermato dalle ricerche mediche per l’assunzione degli acidi grassi essenziali. Dagli studi svolti sul rapporto degli omega sappiamo che durante la storia evoluzionistica dell’uomo il rapporto tra Ω6/Ω3 era di 1-2/1. Oggi nelle società occidentali è fra 10-20/1. In uno studio di prevenzione secondaria della malattia cardiovascolare il rapporto tra Ω6/Ω3 (LA/ALA) era di 4/1 e ha condotto ad una diminuzione del 70% nella mortalità totale. Follow – up: 2 anni, mentre il rapporto tra Ω6/Ω3 (LA/ALA) 4/1 sembra essere ottimale per le funzioni mentali. il rapporto tra Ω6/Ω3 di 2-3/1 ha soppresso l’infiammazione in pazienti con l’artrite reumatoide ed un rapporto di 5/1 ha avuto un effetto benefico sui pazienti con asma, mentre un rapporto di 10/1 ha avuto conseguenze avverse. La conclusione di tali ricerche evidenzia che un basso rapporto degli acidi grassi Ω6/ Ω3 è desiderabile per attenuare le complicanze  delle malattie cronico – degenerative.

Oltre all’omega 3 e all’omega 6, l’olio di canapa contiene anche la famiglia dei tocoferoli (vitamina E ) che sono antiossidanti naturali, nonché i fitosteroli e alcuni componenti la famiglia dei cannabinoidi, quali il Tetraidrocannabinolo (THC) e il Cannabidiolo (CBD). Quest’ultimo non ha alcun effetto psicoattivo, ma agisce sul sistema delle anandamidi prodotte dal nostro organismo (cannabinoidi endogeni ) che modulano le risposte dell’organismo, sia nel sistema immunitaria che agevolando le funzionalita’ cognitive e mentali attraverso l’attivazione dei recettori specifici recentemente scoperti.

Il livello di THC è molto basso12, meno di una parte per milione e per avere effetti “tossici” da parte di questa sostanza bisogna assumerne dai sei ai nove litri di olio al giorno  (meglio trovare altro modo), fino ad oggi non si è verificato nessun tipo di effetti collaterali derivati dall’assunzione di olio di canapa, però si sono verificati i suoi effetti benefici sulla salute, sia per i bambini che per gli adulti, nella prevenzione e nel trattamento delle malattie alla cui la origine c’è la reazione  infiammatoria (tutte).

L’olio di canapa rappresenta un rimedio basilare cioè un alimento che per sua natura puo ottimizzare la risposta del sistema immunitario come prevenzione ma anche nella cura di patologie e disturbi che dipendono da squilibri nella omeostasi metabolica ed alterazioni funzionali del sistema immunitario. L’olio di canapa può essere considerato “vaccino” nutrizionale nel senso che ha tutti gli effetti di un alimento protettivo introducendolo quotidianamente nella dieta. L’olio di canapa ha un odore e un sapore gradevole e  può essere utilizzato, per condire l’insalata, la pasta, il pesce ed essere introdotto nell’ uso quotidiano al posto degli altri olii di semi.

il mondo scientifico ammette la straordinaria importanza del consumo adeguato dei acidi grassi essenziali e la ricerca è ancora in continuo sviluppo. Da uno studio randomizzato in cieco, placebo controllato con l’assunzione dell’olio di semi di canapa per quattro settimane in pazienti affetti da dermatite atopica si è avuto un miglioramento dei sintomi clinici della malattia. Tali risultati sembrerebbero legati al giusto rapporto tra gli acidi grassi essenziali in questo olio. Un altro studio randomizzato in doppio cieco ha raggiunto significato statistico del abbassamento del livello ematico dei trigliceridi e colesterolo in volontari sani dopo quattro settimane di assunzione dell’olio di semi di canapa.

Il dott. Jonas Elia, Medico Chirurgo Specialista in pediatria e neuropsichiatria infantile, nella sua esperienza clinica pluriennale (dai primi anni 90 ) ha conseguito brillanti risultati nell campo di:

  • malattie asmatiche e affezioni respiratorie, sia delle basse che delle alte vie respiratorie;
  • dermatiti atopiche ed affezioni cutanee varie (vitiligine, psoriasi, dermatite seborroica, acne anche nelle forme più gravi, rosacea, lupus cutaneo, ustioni);
  • patologie gastrointestinali (reflusso, colopatie, rettocoliti muco emorragiche);
  • affezioni vascolari (ipertensione arteriosa e vasculopatie);
  • patologie femminili (malattia fibrocistica del seno, cisti ovariche, disturbi del ciclo, climaterio);
  • artrosi e artrite reumatoide;
  • convulsivita’;
  • disturbi del linguaggio, autismo giovanile, disturbi caratteriali, impulsivita’;
  • disturbo specifico dell’attenzione, ritardo di acquisizioni psicomotorie;
  • cisti di qualsiasi distretto;
  • poliposi;
  • sclerosi multipla;
  • malattie autoimmuni;
  • osteo porosi;
  • tumori in genere.

L’olio di canapa e consigliato dal Dottor Jonas dal concepimento (gravidanza) fino all’età di 120 anni. L’apporto giornaliero può variare da 1 cucchiaino da te per la prevenzione (evitare nei mesi di luglio agosto) a 1 cucchiaio da tavola per due tre volte al giorno come terapia di attacco, seguendo sempre le istruzioni del medico curante neli casi gravi, per avere la risposta ottimale.

Ci sono organizzazioni internazionali di ricercatori e di medici che cercano di divulgare ed informare (ad esempio il nostro forum Modin http://www.modin.org/ che si occupa del utilizzo nella pratica medica dell’olio di canapa., ISSFAL l’associazione internazionale per lo studio dei acidi grassi e lipidi http://www.issfal.org.uk ), oltre alle associazioni dei vegani e vegetariani che hanno la necessita di assumere gli acidi grassi essenziali attraverso la dieta vegetariana. Per questo il compito di spiegare la differenze tra i vari olii considerati come integratori del acidi grassi:

L’olio di Lino contiene un rapporto invertito tra acidi grassi Ω6/Ω3 e puo’ contenere Linamarina, come conseguenza dell’azione dell’enzima linase che produce i glicosidi cianogenetici e per evitare la tossicita si raccomanda infatti di assumere i semi interi o dopo averli bolliti almeno per 10 minuti e in ogni caso è sconsigliabile assumerne in grandi quantità,

L’olio di Borragine non contiene gli omega 3 solo gli omega 6 pero’ contiene tracce di tossine naturali denominate alcaloidi della pirrolizidina, le quali sono alcaloidi tossici che col tempo tendono ad accumularsi nei tessuti dell’organismo e possono provocare tumori e danneggiare il fegato, i reni, il tratto gastrointestinale e l’apparato respiratorio.

Per quanto riguarda gli integratori di omega 3 a base di olio di pesce, questi sono olii concentrati e prodotti con un processo di purificazione in cui l’olio di pesce viene fatto reagire con etanolo formando un substrato sintetico chiamato “estere etilico degli acidi grassi omega-3″11, La soluzione ricavata viene distillata sotto vuoto e condensata, La struttura chimica in cui gli acidi grassi omega-3 si trovano naturalmente nell’olio di pesce, invece, è quella dei trigliceridi naturali. E’ possibile produrre dei concentrati di acidi grassi omega-3 che siano nella loro forma naturale solo che e’ necessario un passaggio ulteriore, il passaggio in più nella produzione implica dei costi maggiori per il prodotto finale pero’ la cosa piu grave è che tali olii possono essere inquinati con mercurio, diossine, furani e metalli pesanti che derivano dal pesce stesso e, se si tratta di un consumo prolungato nel tempo (come è giusto che sia per gli acidi grassi essenziali) questi contaminanti possono raggiungere livelli altamente tossici e, quindi, pericolosi per la salute, e allora bisogna fare attenzione nella scelta di tali prodotti.

Per l’olio di canapa, come tutti gli olii vegetali, è importante la qualita dei semi, la spremitura a freddo, la conservazione in ambiente fresco al buio per evitare l’ossidazione e l’irrancidimento, inconvenienti ultimi che vengono evitati con l’uso di contenitori di vetro scuro, mantenendo la bottiglia in luogo fresco o nel frigo dopo l’apertura.

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Hemp seed oil as a dietary supplement in Medical practice

Hemp seed oil is a nutrient deriving from the cold pressing of the Cannabis Sativa (grown Sativa) fruits, i.e. the hemp plant.

The history* of hemp seed oil usage dates back to Neolithic China, ca. 3.000 BCE, when seeds were used to fight skin inflammations and were also considered tonics, reconstituents, laxatives, and diuretics. Also, they were considered an excellent remedy to rid infants and animals of worms.

The first therapeutic use of hemp documented in Arabic literature dates back to the 8th-9th centuries: the most commonly used plant parts back then were the seeds, and, to a smaller extent, leaves.

Hemp oil is particularly rich in polyunsaturated essential fatty acids of the Omega type. Technically speaking, Omega (Ω) are polyunsaturated fatty acids that are chemically characterized by a first carbon-carbon double bond in the ω-3 position or in the ω-6 position starting from the last carbon atom of their chain.

Today, we know that essential fatty acids act through various action mechanisms as metabolites and messengers, with crucial roles in the metabolic traffic: they can either directly work on the nuclear receptors, activating or repressing a series a metabolic pathways that are necessary for a correct cell defensive response, or they can allow the organism to form the eicosanoid molecules involved in reproductive functions, in inflammation processes, in fever and pain, associated with traumas or diseases, in the formation of blood clots, in the regulation of blood pressure, in the secretion of gastric acid, and in many other important processes for human health.

Most vegetable oils do not contain the optimal ratio of Ω6 and of Ω3, and tend to promote the accumulation of intermediate products that act as an obstacle to fatty acid metabolism. Hemp seed oil, on the opposite, is correctly balanced and does not allow for the accumulation of metabolic products.

In hemp seed oil, the ratio between Ω6 and Ω3 is respectively of 3 to 1, i.e. the recommended ratio according to medical research on essential fatty acids consumption. Past studies on the Omega ratio tell us that during human evolution history the ratio between Ω6/Ω3 was of 1-2/1. Today, in Western societies, this ratio varies between 10-20/1.

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